ARGYRIS E L’APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO COME OPPORTUNITÀ EVOLUTIVA



Qualsiasi crisi impone di ripensare il proprio futuro. Così come l’individuo deve riflettere sul proprio mindset, porre maggiore attenzione alle proprie competenze e prepararsi ad affrontare le nuove sfide del mondo del lavoro, per l’organizzazione risulta determinante ripensare criticamente i propri successi ed insuccessi, rivedere le proprie routine consolidate e porre attenzione a tutti i segnali provenienti dall’ambiente.

Per affrontare le sfide del futuro bisogna aprirsi agli stimoli esterni e rivedere i propri automatismi.

Per Chris Argyris, grande teorico del management e professore emerito alla Harvard Business School, affinché un cambiamento sia significativo per l’organizzazione è necessario innescare un apprendimento che non può consistere in una correzione reattiva delle proprie soluzioni ma deve configurarsi come processo generativo mirato alla sperimentazione di alternative inedite dove, attraverso la riflessione, le routine cognitive e culturali radicate diventano materia esplicita di discussione e cambiamento.

Il raggiungimento ed il consolidamento (sempre provvisorio) del vantaggio competitivo per qualsiasi tipo di impresa è connesso alla facoltà delle persone di reagire alle mutevoli condizioni dell’ambiente e del mercato di riferimento, modificando il proprio comportamento.

In particolare, la costante verifica e mappatura delle competenze professionali possedute dal capitale umano, nonché le azioni mirate al miglioramento continuo delle stesse, rappresentano un reale valore aggiunto. Eppure, la cosiddetta Learning Organization, basata sul coinvolgimento emotivo, razionale ed intellettivo degli attori in gioco è un obiettivo che le imprese scarsamente perseguono e raggiungono.

Per ottenere un vantaggio competitivo è necessario migliorare le competenze, modificando il proprio comportamento.

Di fronte alle minacce è necessario dare vita ad un clima in grado di incoraggiare la sperimentazione, caratterizzata sia dalla disponibilità a prendere in considerazione originali modalità di pensare, sia dall’accettazione di mettere in atto comportamenti modificati dal dialogo, dal confronto e dall’arricchimento reciproco.

In tempi di crisi, turbolenza, imprevedibilità si diffonde la tendenza a perdere la fiducia nel futuro o, comunque, a temere il futuro. Questo atteggiamento spinge verso una esasperata quotidianità nella quale svolgere le operazioni necessarie alla sopravvivenza, mettendo in ombra le manovre necessarie per lo sviluppo.

Diviene quindi indispensabile ricorrere a criteri e strumenti in grado di consentire di cogliere le potenzialità del proprio business, cercando di percepire le opportunità e di riuscire a vedere metaforicamente la quercia futura che si originerà dalla piccola, vituperata, ghianda attuale.